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la Deah, ovvero Davide contro Golia

Nel giorno della morte della mano di Dio è stato dato poco spazio all’ennesima impresa di una “modesta” squadra di calcio, l’Atalanta, espressione di quella Bergamo che non “mola mai”. Il carattere arcigno dei bergamaschi si identifica perfettamente con il gruppo così ben orchestrato da quel maestro di calcio che è Giampiero Gasperini.

Ebbene una squadra di una piccola ma caparbia cittadina italiana, piegata in maniera drammatica dal Covid ad inizio pandemia, è partita alla volta di Liverpool per andare a giocare il turno eliminatorio della Champions dopo aver subito, dallo squadrone inglese, un sonoro cinque a zero in terra orobica.

Nessun timore reverenziale, nell’entrare in quell’Anfield, che da sempre spaventa chi vi entra e non gioca in casa. Con l’assenza di pubblico il luogo assume un aspetto spettrale ma che non sembra destabilizzare l’undici nerazzurro bergamasco

Nemmeno la differenza dei valori in campo sembra infastidire la compagine lombarda, il palmares del Liverpool è uno dei più ricchi al mondo, 19 scudetti inglesi, 7 coppe di Inghilterra, 8 coppe di lega, 3 coppe Uefa, 4 Supercoppe, 6 Coppe dei Campioni e un mondiale per club contro una coppa Italia dei bergamaschi. Per non dimenticare i valori economici in campo, il miliardo di euro della squadra inglese contro i 386 milioni della squadra italiana.

Ma tutto questo avviene prima che venga dato il fischio di inizio, tutto il resto invece è calcio e l’Atalanta il calcio lo sa giocare, eccome se lo sa giocare. Si corre e non si molla mai, sino a che un giocatore simbolo di una Bergamo piegata e che con la forza di volontà si è rialzata e di nuovo cammina a testa alta non cambia le carte in tavola, Ilicic toglie dai suoi armadi tutti gli scheletri pesantissimi che ha riposto in questo periodo e realizza il primo gol.

Oggi ho scritto di calcio, a proposito a seguire un altro gol dei bergamaschi ha fissato il punteggio sullo 0 a 2 finale che passerà agli annali. Oggi ho scritto di calcio perchè il mondo sta parlando di calcio, diviso tra gli adulatori del genio Maradona e i denigratori dell’uomo Maradona. ma quella è un’altra storia, forza Atalanta.

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