harley e dintorni

…harley e dintorni…

freeway

Sono passati abbondanti 24 anni da quando sono entrato per la prima volta in via Niccolini, sede storica della Numero Uno, certo la disposizione delle vetrine e il loro numero era decisamente diverso. Arrivavo dalla Francia dove vivevo ed ero venuto espressamente per fare il mio primo acquisto targato HD. Nel piccolo negozio dietro un bancone non proprio illuminatissimo, due loschi figuri, Lamberto e Gigione, raccontavano le loro scorribande e noi neofiti ascoltavamo tra invidie e gelosie le loro narrazioni. Gigione si divideva tra il mattino dietro il bancone HD e il pomeriggio nel seminterrato di fronte dove esercitava la sua nobile arte: il tatuaggio. Mentre Lamberto esibiva una folta chioma (ed è tutto vero). Tutto aveva un sapore decisamente diverso, eravamo pochi e se vogliamo molto meno agguerriti ma soprattutto non esistevano programmi a lunga scadenza o raduni con cadenza settimanale, c’era solamente un gran desiderio di stare insieme e percorrere chilometri in moto. Ricordo una delle prime gite organizzate, a proposito, non c’erano ne e-mail ne tanto meno articoli su mensili, ma solo un foglio formato A4 scritto a macchina e attaccato con dell’adesivo sulla parete di destra del negozio Harley tra le foto degli appassionati. Una sorta di piccola bacheca che nessuno trascurava mai di scrutare con attenzione. Erano tempi in cui non si necessitava di inviti formali e nominali mandati alla cortese attenzione dei destinatari. Beh in quella domenica partimmo in circa 40, non c’erano road capitain o safety a fare da staffetta, ma c’era uno che sapeva la strada, solo perché li c’era già stato e lì aveva già mangiato bene. Ricordo con affetto una memorabile partita a pallone su un campo in discesa, o in salita naturalmente dipendeva dalla squadra in cui militavi, nell’immediato dopo pranzo (libagioni pazzesche) con diversi principi di infarti e collassi cardiovascolari. Mi sembra di essere un vecchio nonno che racconta ai nipotini di come si stava meglio quando si stava peggio, quindi una chiara visione da rincoglionito, ma come è possibile visto che sono passati solo pochi lustri e non una vita? Beh nessuno credo troverà la reale risposta a questa mia domanda, ma in molti da me ricontattati sono nostalgici e desiderosi di riprendere quel tipo di attività, certo nessuno si aspetta di ritrovare le stesse emozioni, sarebbe una utopica perdita di tempo, però un dato di fatto è certo, lo spirito che ci animava allora non si è spento, si è solo indirizzato in altre strade, ed è ora di riprenderlo appieno, per ricominciare a sentire l’emozione che ci pervadeva. Il primo a prendere la palla al balzo, sicuramente prima di me, è stato il buon Carlo Talamo, di cui molti affezionati sono diventati detrattori in un attimo, a nessuno credo sia sfuggito il ritorno in auge del PALLE QUADRE, manifestazione che si terrà, si spera, a gennaio, sotto l’egida del Milano Chapter ma con i valori di un tempo, anzi per l’esattezza due soli valori, la pazzia e i tortelli fumanti. Beh bikers della prima e della seconda generazione, amanti delle migliaia di chilometri o del solo giretto domenicale, se anche voi ricordate con affetto quel periodo o non avendolo vissuto vorreste provare a farlo vostro, fateci sentire la vostra voce, di modo che insieme si possa realizzare qualcosa che abbia un solo minimo comune denominatore, il divertimento senza polemica. Ciao e un bobabbraccio a tutti.

Tags: , , , , , , , , , , ,

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*